Storia dell’Abbazia Cistercense della stretta osservanza “Trappista” di Orval

La fondazione dell’Abbazia di Orval ha avuto una storia movimentata.
Nel periodo compreso tra l’arrivo dei Monaci Benedettini provenienti dalla Calabria nel 1070,

e l’incorporazione all’ordine di Citeaux nel 1131, questo luogo ha ospitato comunità religiose di obbedienze diverse. Pertanto possiamo considerare il 9 marzo 1132 come data ufficiale della fon- dazione dell’Abbazia e della sua ammissione in seno alla famiglia Cistercense.

Il nome Orval deriva dal latino “Aureavallis” cioè Valle d’oro: così infatti veniva chiamata la valle dove venne edificata l’abbazia, dal nome del piccolo ruscello che la bagna, legato anche alla leggenda della fontana e della trota che ha per protagonista Matilde di Canossa.

Costei, potente feudataria e ardente sostenitrice del Papato nella lotta contro le investiture, aveva ereditato molti possedimenti e titoli in quanto unica discendente di grandi Casate Europee. Un giorno, durante una partita di caccia, Matilde di Canossa volle dissetarsi ad una fontana

che sorgeva nelle vicinanze dell’Abbazia, inavvertitamente lasciò cadere l’anello nuziale nell’acqua, ricordo del defunto marito Goffredo il Gobbo. Allora pregò la Vergine Maria che lo ritrovasse, e presto una trota emerse in superficie rendendole l’anello. La Contessa meravigliata esclamò: «Ecco l’anello perduto, Beata questa valle che me lo ha reso, ora e per sempre sia chia- mata VAL D’OR» (Valle d’oro).

Per ben sette secoli il monastero crebbe e prosperò, fino ai tempi della Rivoluzione Francese, quando venne prima saccheggiata, poi incendiata e bombardata da parte dell’armata Francese.

Bisogna attendere fino al 1926 per la ricostruzione, quando Marie-Albert Van der Cruyssen, proveniente da una nota famiglia di artigiani, non solo s’impegno a riedificare l’abbazia, ma ne divenne prima monaco e poi Abate.

Nel 1931 si ricomincia a produrre all’interno del monastero, prima il formaggio, poi il pane ed infine la birra, unica nel suo genere e speciale. Il segreto di questo prodotto sta in secoli di espe- rienze e studi di ricerca tramandati dai monaci in un contesto culturale che appartiene alla grande famiglia Benedettina-Cistercense-Trappista, coniugare la preghiera con il lavoro quotidia- no della terra.

Oggi, il Monastero accoglie nel suo interno tutti coloro che desiderano trascorrere un momento di riflessione e di preghiera: i Monaci saranno felici di ospitarvi seguendo la regola di San Bene- detto da Norcia. ORA ET LABORA.